Factoring pro solvendo o pro soluto: chi rischia se il cliente non paga, e perché verificare il debitore ceduto
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In breve: nel factoring regolato dalla legge 52/1991 la regola è il pro solvendo: per l'art. 4 chi cede garantisce la solvenza del debitore nei limiti del corrispettivo pattuito, salvo che il factor rinunci alla garanzia (pro soluto). Se il cliente non paga, quindi, di norma il rischio torna a te: conviene verificarlo prima di fatturare e cedere.
Che cos'è la cessione del credito e quando diventa factoring?
È il contratto con cui trasferisci a un altro soggetto il diritto di incassare ciò che un cliente ti deve. Per l'art. 1260 del codice civile il credito si può cedere anche senza il consenso del debitore, salvo crediti strettamente personali o divieti di legge.
Si applica la legge 21 febbraio 1991, n. 52 (testo vigente consultato su Normattiva a ottobre 2026) quando, secondo l'art. 1, chi cede è un imprenditore, i crediti nascono da contratti stipulati nell'esercizio dell'impresa e chi acquista è una banca o un intermediario finanziario il cui oggetto sociale prevede l'acquisto di crediti d'impresa. Senza questi requisiti vale il codice civile. Qui "cedente" sei tu, "factor" è chi compra il credito, "debitore ceduto" è il tuo cliente.
Factoring pro solvendo e pro soluto: qual è la differenza di rischio?
Nel pro solvendo chi cede garantisce che il cliente pagherà; nel pro soluto il rischio di insolvenza resta a chi compra il credito. Legge 52/1991 e codice civile partono da regole opposte: nel factoring la regola è il pro solvendo, nella cessione ordinaria il cedente non garantisce la solvenza.
| Aspetto | Cessione ordinaria (codice civile) | Factoring (legge 52/1991) |
|---|---|---|
| Regola sulla solvenza del cliente | Il cedente non ne risponde, salvo che abbia assunto la garanzia (art. 1267 c.c.) | Il cedente la garantisce, salvo rinuncia del factor in tutto o in parte (art. 4) |
| Fino a quanto risponde il cedente | Nei limiti di quanto ha ricevuto, più interessi, spese e danno | Nei limiti del corrispettivo pattuito |
| Esistenza del credito | Nella cessione a titolo oneroso il cedente la garantisce (art. 1266 c.c.) | L'art. 4 riguarda solo la solvenza: leggi cosa prevede il contratto |
Factoring, il cliente non paga: cosa succede al cedente?
Nel pro solvendo, se il cliente ceduto non paga perché insolvente, il factor può rivalersi su di te nei limiti del corrispettivo pattuito: la fattura che consideravi chiusa torna un tuo problema. Nel pro soluto il rischio di insolvenza resta al factor, entro la rinuncia che ha concesso.
Attenzione però: il pro soluto copre l'insolvenza, non la contestazione. Se il cliente non paga perché sostiene che la fornitura era difettosa o incompleta, in discussione è il credito stesso, e nella cessione a titolo oneroso il codice civile (art. 1266) pone a carico del cedente la garanzia dell'esistenza del credito al tempo della cessione.
Il cliente deve sapere che il credito è stato ceduto?
Perché paghi la persona giusta, sì: per l'art. 1264 c.c. la cessione ha effetto verso il debitore quando l'ha accettata o gli è stata notificata. Prima di allora, se paga a te si libera, a meno che il cessionario provi che conosceva già la cessione.
Controlla anche il contratto con il cliente: l'art. 1260 c.c. consente di pattuire che il credito non sia cedibile, patto opponibile a chi compra il credito solo se si prova che lo conosceva. Meglio saperlo prima di proporre quella fattura a un factor.
Perché il factor valuta il debitore ceduto?
Perché il valore di un credito dipende da chi lo deve pagare, non da chi lo vende. Nel pro soluto il factor si assume il rischio di insolvenza del tuo cliente; nel pro solvendo può rivalersi su di te solo entro il corrispettivo pattuito: in entrambi i casi la solvenza del debitore ceduto è il centro della valutazione.
Per chi cede conta il momento: quella valutazione arriva spesso a merce consegnata e fattura emessa. Se il cliente non convince il factor, l'incasso resta da gestire a te.
Perché conviene verificare il cliente da sé, prima di fatturare o cedere?
Perché nel pro solvendo il rischio di insolvenza non esce davvero dalla tua azienda: hai solo incassato prima. Verificare il cliente prima della consegna ti lascia ancora la scelta di chiedere un acconto, frazionare le consegne o accorciare la dilazione; dopo, resta solo da decidere chi corre il rischio.
I passaggi della verifica su un cliente nuovo sono nella guida su come verificare il merito creditizio prima di una dilazione.
Quali criteri prudenziali usare prima di cedere una fattura?
Prima di cedere controlla bilancio, protesti e procedure, rating e fido stimato, concentrazione e il credito stesso: sono i criteri della dilazione, perché nel pro solvendo il credito ceduto resta, in sostanza, una tua esposizione verso quel cliente.
- Bilancio depositato e sua data: patrimonio netto rispetto al capitale sociale; un bilancio di oltre 18 mesi fa è una fotografia datata.
- Protesti e procedure concorsuali registrati, con fonte e data.
- Rating e fido operativo stimato: confronta il fido stimato con tutto il credito aperto verso quel cliente, comprese le fatture già cedute pro solvendo.
- Concentrazione: più quel cliente pesa sul totale dei tuoi crediti, più un suo mancato pagamento ricadrebbe su di te.
- Il credito stesso: consegna documentata, nessuna contestazione aperta, nessun divieto di cessione nel contratto.
Il confronto è tra due numeri, credito aperto e fido stimato, non un'etichetta sul cliente: la decisione resta tua.
Conviene il factoring per una PMI?
Dipende dal contratto e dai tuoi clienti: non esiste una risposta valida per tutti, e il costo lo stabilisce solo l'offerta del singolo factor. Prima di firmare, chiedi per iscritto se la cessione è pro solvendo o pro soluto, quali clienti vengono accettati e come sono trattati i crediti contestati.
Il factoring è un rapporto con un intermediario finanziario, diverso dal fido che concedi tu ai clienti (vedi fido bancario o fido commerciale). Se ti interessa proteggerti dall'insoluto più che anticipare cassa, confronta assicurazione del credito e verifica a consumo; il quadro su dilazioni e fidi è nella guida al fido commerciale B2B.
I limiti di questa guida
Non è consulenza legale né finanziaria, né raccomanda un factor. Veryfy non acquista crediti e non garantisce incassi: rating e fido operativo sono stime su dati pubblici, non la certezza che il cliente pagherà.
Domande frequenti
Che differenza c'è tra factoring pro solvendo e pro soluto?
Nel pro solvendo chi cede il credito garantisce la solvenza del cliente: se il cliente non paga, il factor può rivalersi sul cedente. Nel pro soluto il factor rinuncia a questa garanzia e il rischio di insolvenza resta suo. Per l'art. 4 della legge 52/1991 il pro solvendo è la regola, salvo rinuncia del factor in tutto o in parte.
Factoring: se il cliente non paga, cosa succede?
Nel pro solvendo il factor può rivalersi su di te nei limiti del corrispettivo pattuito, come prevede l'art. 4 della legge 52/1991. Nel pro soluto il rischio di insolvenza resta al factor, ma copre l'insolvenza, non una contestazione sulla fornitura: nella cessione a titolo oneroso il cedente garantisce l'esistenza del credito (art. 1266 c.c.).
Nella cessione del credito serve il consenso del debitore?
No. Per l'art. 1260 c.c. il credito si può cedere anche senza il consenso del debitore. Per l'art. 1264 c.c. la cessione ha effetto verso il debitore quando l'ha accettata o gli è stata notificata: prima di allora, se paga al cedente si libera, salvo che conoscesse già la cessione.
Conviene verificare il cliente anche se cedo la fattura a un factor?
Sì, soprattutto nel pro solvendo, che per la legge 52/1991 è la regola: se il cliente non paga il rischio torna a te. Verificarlo prima della consegna, con bilancio, protesti e procedure, rating e fido operativo stimato, ti lascia ancora la scelta di chiedere un acconto, frazionare le consegne o accorciare la dilazione.
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