Superi gli 85.000 euro nel forfetario: cosa succede quest'anno, l'anno prossimo e con la soglia a 100.000
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In breve: al 23 ottobre 2026 le fasce sono tre. Se incassi fino a 85.000 € resti nel forfetario. Se superi 85.000 € senza arrivare a 100.000 €, resti forfetario fino al 31 dicembre e passi al regime ordinario dall'anno successivo. Se superi 100.000 €, esci subito e applichi l'IVA dall'incasso che fa superare il limite. La soglia a 100.000 € per il 2027 è ancora un'ipotesi di stampa.
Cosa succede se superi 85.000 euro nel forfetario?
Dipende da quanto superi. Se incassi nell'anno più di 85.000 € di ricavi o compensi, ma non più di 100.000 €, resti forfetario per tutto l'anno e ne esci dal 1° gennaio successivo. Oltre 100.000 € il regime cessa subito, nel momento stesso del superamento. Lo prevede l'art. 1 comma 71 della legge 190/2014, come spiegato dalla circolare 32/E del 2023.
La circolare dell'Agenzia delle Entrate n. 32/E del 5 dicembre 2023 (§2.1) lo dice così: superare gli 85.000 € restando sotto i 100.000 € "non pregiudica la permanenza nel regime forfetario nell'anno in cui avviene il superamento", ma comporta l'uscita "dall'anno successivo, con conseguente applicazione del regime ordinario". Superare i 100.000 €, invece, comporta "l'immediata cessazione del regime forfetario a partire dal momento stesso del superamento".
| Ricavi o compensi incassati nell'anno | Oggi (regole 2026, in vigore) | Con l'ipotesi 2027 (non approvata) |
|---|---|---|
| Fino a 85.000 € | Resti forfetario, senza IVA in fattura, anche l'anno dopo | Nessun cambiamento |
| Oltre 85.000 € e fino a 100.000 € | Forfetario fino al 31 dicembre; dall'anno dopo regime ordinario (IRPEF a scaglioni e IVA) | Resteresti nell'imposta sostitutiva al 15% anche l'anno dopo, ma con l'IVA in fattura e i relativi adempimenti (Alanews, 20/10/2026) |
| Oltre 100.000 € | Uscita immediata: IVA dall'operazione il cui incasso fa superare il limite, reddito dell'intero anno con le regole ordinarie | Uscita immediata anche con l'ipotesi, secondo Alanews (20/10/2026) |
Per la soglia contano i ricavi fatturati o quelli incassati?
Quelli incassati. Nel forfetario il reddito si determina per cassa (art. 1 comma 64 L. 190/2014) e per le soglie conta ciò che hai percepito nell'anno, non ciò che hai fatturato. Una fattura emessa a dicembre e pagata a gennaio pesa sull'anno dell'incasso: è l'incasso, non la fattura, a farti superare il limite.
- Soglia di 85.000 €: per chi era già forfetario conta quanto incassato nell'anno, "anche laddove le operazioni sottostanti siano state effettuate in anni precedenti", senza contare quanto fatturato ma non incassato (circ. 32/E, §2.1).
- Soglia di 100.000 €: rileva "l'incasso dei medesimi e non l'emissione della relativa fattura" (circ. 32/E, §3.1.1); il criterio di cassa vale sia per l'IVA sia per l'IRPEF e le ritenute (§3.2).
- Attività iniziata in corso d'anno: la soglia di 85.000 € si ragguaglia ad anno, quella di 100.000 € no. Il superamento dei 100.000 € va inteso "in termini assoluti", sui compensi concretamente percepiti (circ. 32/E, §4.3).
Cosa succede se incassi tra 85.000 e 100.000 euro?
Per l'anno in corso, niente: continui a fatturare senza IVA e paghi l'imposta sostitutiva al 15% sul reddito forfetario. Dal 1° gennaio dell'anno successivo passi al regime ordinario: IRPEF a scaglioni con le addizionali, IVA in fattura con liquidazioni e dichiarazione annuale, e per i professionisti la ritenuta d'acconto sui compensi.
Due conseguenze meno note, entrambe nella circolare 32/E:
- Rettifica dell'IVA non detratta. Passando all'ordinario puoi recuperare in un'unica soluzione l'IVA pagata e non detratta da forfetario sui beni e servizi non ancora ceduti o utilizzati al 31 dicembre dell'anno del superamento, e sui beni ammortizzabili entrati in funzione da meno di quattro anni (dieci per i fabbricati), alle condizioni dell'art. 19-bis2 del decreto IVA. Se superi gli 85.000 € nell'anno x, la rettifica va nella dichiarazione IVA dell'anno x+1, da presentare nell'anno x+2 (§2.2).
- Rientro. Il regime ordinario non è per sempre: se nell'anno passato in ordinario incassi non più di 85.000 €, e restano gli altri requisiti, puoi tornare forfetario dall'anno dopo. La circolare lo afferma per chi era uscito superando i 100.000 € (§4.2), sulla base della soglia di accesso del comma 54.
Quanto pesa il passaggio all'ordinario lo vedi nell'esempio qui sotto, o nella guida forfetario o regime ordinario: quale conviene.
Cosa succede se superi 100.000 euro durante l'anno?
Esci dal forfetario nel momento in cui incassi il compenso che ti porta oltre 100.000 €. Da quell'operazione in poi applichi l'IVA, tieni i registri e fai le liquidazioni periodiche. Il reddito dell'intero anno, anche la parte incassata prima, si calcola con le regole ordinarie (IRPEF a scaglioni), non con l'imposta sostitutiva.
Gli obblighi, punto per punto, secondo la circolare 32/E:
- La fattura che fa superare il limite va con IVA sull'intero importo, senza dividerla tra parte entro e parte oltre i 100.000 € (§4.1). Esempio della circolare: con 90.000 € già incassati, un'operazione da 20.000 € incassata subito va fatturata con IVA su tutti i 20.000 €.
- Se la fattura era già stata emessa senza IVA e l'incasso arriva dopo, la integri con una nota di variazione in aumento tramite SDI (art. 26 del decreto IVA), addebitando l'IVA in rivalsa (§3.1.1).
- Le fatture emesse prima di quell'incasso restano senza IVA, anche se vengono pagate dopo (§3.1.1).
- Dal momento del superamento istituisci i registri IVA (artt. 23, 24 e 25 del decreto IVA) e i registri contabili, fai le liquidazioni periodiche e presenti la dichiarazione IVA annuale; le operazioni dell'anno precedenti al superamento si annotano entro il termine della dichiarazione (§3.1.1 e §3.2).
- Ritenuta d'acconto: se sei un professionista, i committenti applicano la ritenuta del 20% (art. 25 D.P.R. 600/1973) dal compenso che fa superare il limite in poi, anche su fatture emesse prima ma incassate dopo; e tu diventi sostituto d'imposta sui compensi che paghi (§3.3).
- IVA sugli acquisti: la rettifica dell'IVA non detratta sulle rimanenze e sui beni ammortizzabili va nella dichiarazione IVA dello stesso anno del superamento (§2.2 e §3.1.2).
- Imposte dell'anno: il saldo si calcola con le regole del TUIR per l'intero periodo d'imposta; gli acconti seguono il metodo storico o previsionale (§3.2).
Quanto cambia, in euro, se incassi 92.000 euro?
Per un professionista in gestione separata che incassa 92.000 euro, con i parametri 2026, imposta e contributi sono 26.665,66 € nell'anno del superamento e 33.720,26 € l'anno dopo, in regime ordinario, a parità di incassi. Con l'ipotesi di soglia a 100.000 € resteresti a 26.665,66 €: 7.054,60 € in meno.
I passaggi, calcolati dallo stesso motore del simulatore:
- Reddito forfetario: 92.000 € × 78% (coefficiente delle attività professionali) = 71.760,00 €.
- Contributi in gestione separata: 71.760,00 € × 26,07% = 18.707,83 €, dedotti dal reddito: imponibile 53.052,17 €.
- Anno del superamento, forfetario: 53.052,17 € × 15% = 7.957,83 € di imposta sostitutiva. Con i contributi: 26.665,66 €.
- Anno successivo, regime ordinario: il simulatore ipotizza costi reali pari al 22% dei ricavi, cioè quanto presume il forfetario (20.240,00 €), quindi reddito 71.760,00 €, contributi 18.707,83 €, imponibile 53.052,17 €. IRPEF a scaglioni (23% fino a 28.000 €, 33% fino a 50.000 €, 43% oltre): 15.012,43 €; detrazione per lavoro autonomo 0,00 €, perché il reddito supera 50.000 €. Con i contributi: 33.720,26 €.
- Ipotesi 2027: resteresti forfetario anche l'anno dopo, con lo stesso calcolo del punto 3: 26.665,66 €. Differenza: 7.054,60 € l'anno.
| Scenario | Regime | Imposta + contributi |
|---|---|---|
| Anno del superamento (regole in vigore) | Forfetario | 26.665,66 € |
| Anno successivo (regole in vigore) | Ordinario | 33.720,26 € |
| Anno successivo (ipotesi soglia 100.000 €) | Forfetario | 26.665,66 € |
Cosa resta fuori dal conto: le addizionali regionale e comunale IRPEF dell'ordinario (variano per territorio), detrazioni diverse da quella per lavoro autonomo, i tuoi costi veri se sono diversi da quelli presunti, e l'IVA, che con l'ipotesi riportata dalla stampa andrebbe comunque in fattura sopra gli 85.000 €. Cambia gruppo di attività, cassa o costi nel simulatore, alla sezione sulla zona grigia.
Cosa cambierebbe se la soglia salisse a 100.000 euro?
La fascia tra 85.000 € e 100.000 € resterebbe nell'imposta sostitutiva anche l'anno dopo, invece di passare all'IRPEF a scaglioni. Ma non tornerebbe senza IVA: secondo le indiscrezioni, sopra gli 85.000 € l'IVA andrebbe in fattura, perché la franchigia IVA è fissata dalla direttiva europea e uno Stato non può alzarla da solo.
Cosa riportano le fonti di stampa, che restano ipotesi:
- Sky TG24, 13 ottobre 2026: si studia di "innalzare da 85mila a 100mila euro la soglia di ricavi e compensi" della flat tax al 15%; l'ampliamento comporterebbe modifiche anche alla disciplina dell'IVA e richiederebbe un confronto con la Commissione europea.
- Alanews, 20 ottobre 2026: chi sta nella fascia aggiuntiva resterebbe nell'imposta sostitutiva sui redditi ma applicherebbe l'IVA con i relativi adempimenti; chi supera il nuovo tetto uscirebbe subito dal regime; la proposta deve ancora trovare le coperture.
Da quale incasso scatterebbe l'IVA nell'anno, e con quali regole di detrazione, nessun testo ufficiale lo dice ancora. Perché l'IVA si fermi agli 85.000 € e cosa significherebbe in fattura lo spiega la guida forfetario a 100.000 euro ma IVA dagli 85.000.
Cosa è certo e cosa è ancora un'ipotesi?
Sono certe, perché sono legge, le tre fasce attuali: fino a 85.000 €, tra 85.000 € e 100.000 € con uscita dall'anno dopo, oltre 100.000 € con uscita immediata e IVA. È un'ipotesi la soglia a 100.000 € per il 2027: al 23 ottobre 2026 il disegno di legge di bilancio non è ancora passato in Consiglio dei ministri.
- Certo: art. 1 commi 54 e 71 della legge 190/2014, testo vigente; circolare AE 32/E del 5 dicembre 2023; criterio di cassa per le soglie.
- Certo: il Consiglio dei ministri del 13 ottobre 2026 (comunicato n. 192) ha approvato solo il Documento programmatico di bilancio, che non nomina il forfetario. Per valere dal 1° gennaio 2027 la legge di bilancio va approvata dal Parlamento entro il 31 dicembre 2026.
- Ipotesi: forfetario fino a 100.000 € con IVA dagli 85.000 € (Sky TG24 13/10/2026, Alanews 20/10/2026). Il testo può cambiare fino all'ultimo voto.
Le tappe e le date sono nella guida legge di bilancio 2027 e flat tax: le tappe; il quadro completo nell'hub flat tax 2027 per le partite IVA. Se sei vicino alla soglia, il momento in cui incassi una fattura può cambiare l'anno del superamento: è una scelta da fare con il tuo commercialista, sui tuoi numeri.
Fonti
- L. 23 dicembre 2014 n. 190, art. 1 commi 54-89 (regime forfetario, testo vigente su Normattiva), consultata il 23/10/2026
- Agenzia delle Entrate, circolare 32/E del 5 dicembre 2023 (§2.1, §2.2, §3.1, §3.2, §3.3, §4.1, §4.2, §4.3), consultata il 23/10/2026
- Agenzia delle Entrate, scheda "Regime forfetario", consultata il 23/10/2026
- Direttiva (UE) 2020/285 del Consiglio del 18 febbraio 2020 (nuovo art. 284 della direttiva 2006/112/CE), consultata il 23/10/2026
- Governo, comunicato del Consiglio dei ministri n. 192 del 13 ottobre 2026, consultata il 23/10/2026
- Sky TG24, 13 ottobre 2026 (ipotesi di stampa), consultata il 23/10/2026
- Alanews, 20 ottobre 2026 (ipotesi di stampa), consultata il 23/10/2026
Domande frequenti
Cosa succede se supero 85.000 euro nel forfetario?
Se incassi più di 85.000 € ma non più di 100.000 €, resti forfetario per tutto l'anno e passi al regime ordinario dal 1° gennaio successivo, con IRPEF a scaglioni e IVA in fattura. Se superi 100.000 €, esci subito: l'IVA si applica dall'operazione il cui incasso fa superare il limite (circolare AE 32/E del 2023).
Per la soglia degli 85.000 euro contano le fatture o gli incassi?
Gli incassi. Nel forfetario vale il criterio di cassa: conta quanto hai percepito nell'anno, anche per operazioni di anni precedenti, e non quanto hai fatturato ma non ancora incassato. Anche per i 100.000 € rileva l'incasso e non l'emissione della fattura, come chiarisce la circolare 32/E del 5 dicembre 2023.
Se supero 100.000 euro devo rifare le fatture con l'IVA?
Solo quella il cui incasso ti fa superare i 100.000 €: va con IVA sull'intero importo e, se era già stata emessa senza IVA, si integra con una nota di variazione in aumento. Le fatture emesse prima di quell'incasso restano senza IVA anche se le incassi dopo; quelle successive si emettono con IVA.
Dopo essere uscito dal forfetario posso rientrarci?
Sì, se nell'anno passato in regime ordinario incassi non più di 85.000 € e restano gli altri requisiti: dall'anno seguente torni forfetario. La circolare 32/E lo conferma anche per chi era uscito subito per aver superato i 100.000 € di ricavi o compensi.
Con il forfetario a 100.000 euro chi incassa 92.000 euro resterebbe senza IVA?
No, secondo le indiscrezioni. Resterebbe nell'imposta sostitutiva al 15% anche l'anno dopo, ma con l'IVA in fattura sopra gli 85.000 €, perché la franchigia IVA è fissata dalla direttiva europea. Al 23 ottobre 2026 è un'ipotesi: la legge di bilancio 2027 non è ancora stata presentata.
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