Forfetario a 100.000 euro ma IVA dagli 85.000: perché, e cosa cambia in fattura
Aggiornato al
In breve: l'Italia può decidere da sola quanta imposta sui redditi far pagare ai forfetari, ma non fin dove esonerarli dall'IVA. La direttiva europea sull'IVA fissa la franchigia delle piccole imprese a 85.000 € al massimo. Per questo, al 23 ottobre 2026, l'ipotesi di stampa è un forfetario al 15% fino a 100.000 €, ma con l'IVA in fattura sopra gli 85.000 €.
Perché la franchigia IVA del forfetario si ferma a 85.000 euro?
Perché lo stabilisce l'Unione europea. L'art. 284 della direttiva 2006/112/CE, come riscritto dalla direttiva (UE) 2020/285 e applicato dal 1° gennaio 2025, consente agli Stati di esentare dall'IVA le piccole imprese, ma con una soglia di volume d'affari nazionale che "non supera 85 000 EUR". L'Italia ha scelto proprio il massimo.
Il testo dell'art. 284, paragrafo 1, è netto: gli Stati possono anche fissare soglie diverse per settore, ma "nessuna di tali soglie supera tuttavia la soglia degli 85 000 EUR". La direttiva 2020/285 è del 18 febbraio 2020 (Gazzetta ufficiale dell'Unione europea L 62 del 2 marzo 2020) e, all'art. 3, chiede agli Stati di applicare le nuove regole "a decorrere dal 1° gennaio 2025".
La franchigia IVA è il cuore del forfetario: oggi il forfetario non addebita l'IVA in fattura, non detrae quella sugli acquisti ed è esonerato da liquidazione e versamento, registrazione delle fatture e dichiarazione IVA annuale (circolare AE 32/E del 5 dicembre 2023, §1.2). Alzare la soglia dell'imposta sostitutiva non alza, da sola, quella dell'IVA.
Da dove vengono, allora, i 100.000 euro?
Anche loro dalla direttiva, ma con un'altra funzione. I 100.000 euro sono il tetto del volume d'affari annuo nell'intera Unione per la franchigia transfrontaliera, cioè per chi la usa in uno Stato diverso dal proprio. Sono anche il limite oltre il quale la franchigia non può proseguire nell'anno in cui la soglia nazionale viene superata.
- Art. 284, paragrafo 2, lettera a): la franchigia per un soggetto stabilito in un altro Stato membro richiede che il suo volume d'affari annuo nell'Unione "non supera i 100 000 EUR".
- Art. 288-bis, paragrafo 1: chi supera la soglia nazionale perde la franchigia per l'anno civile successivo. Nell'anno del superamento gli Stati possono lasciarla proseguire, con un margine o senza, ma mai "al soggetto passivo il cui volume d'affari all'interno dello Stato membro che concede la franchigia sia superiore a 100 000 EUR".
È lo schema delle regole italiane in vigore: tra 85.000 € e 100.000 € resti forfetario fino a fine anno e ne esci dall'anno dopo; oltre 100.000 € esci subito, con IVA dall'operazione il cui incasso fa superare il limite (art. 1 comma 71 L. 190/2014). La circolare 32/E collega espressamente queste regole alla direttiva 2020/285 e all'art. 288-bis. Le conseguenze pratiche sono nella guida superi gli 85.000 euro nel forfetario: cosa succede.
Cosa c'entra la decisione di esecuzione (UE) 2023/664?
È l'atto con cui il Consiglio dell'Unione ha autorizzato l'Italia a esentare dall'IVA i soggetti con volume d'affari fino a 85.000 euro, prima che la nuova direttiva fosse applicabile. Ha reso possibile l'aumento della soglia del forfetario da 65.000 a 85.000 euro deciso con la legge di bilancio 2023.
- È del 21 marzo 2023 ed è una deroga all'art. 285 della direttiva IVA.
- Si è applicata dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2024 e ha abrogato la decisione (UE) 2020/647, che autorizzava la soglia di 65.000 euro.
- Dal 1° gennaio 2025 il tetto degli 85.000 euro è scritto direttamente nell'art. 284 riformato: è lo stesso valore, ma ora è il massimo previsto per tutti gli Stati.
Cosa vorrebbe dire "15% fino a 100.000 euro ma IVA dagli 85.000"?
Due regole diverse per la stessa attività. Sulle imposte dirette resteresti forfetario: reddito per coefficiente e imposta sostitutiva al 15%. Sull'IVA, sopra gli 85.000 €, saresti come un'impresa ordinaria: IVA in fattura, liquidazioni periodiche, versamenti, dichiarazione annuale. È la formula riportata da Alanews il 20 ottobre 2026.
In pratica, tutto ciò da cui oggi il forfetario è esonerato (circolare 32/E, §1.2) tornerebbe a valere nella fascia tra 85.000 € e 100.000 €:
- Fatture con IVA: 22% di aliquota ordinaria (art. 16 D.P.R. 633/1972), o le aliquote ridotte del 4%, 5% e 10% per i beni e servizi elencati nella Tabella A.
- Liquidazioni e versamenti periodici dell'IVA incassata meno quella detraibile.
- Registrazione delle fatture emesse e ricevute e dichiarazione IVA annuale.
- Detrazione dell'IVA sugli acquisti, che oggi al forfetario è esclusa: è l'unico effetto a tuo favore.
Cosa nessuno ha ancora scritto: da quale incasso scatterebbe l'IVA nell'anno, se ci sarebbe un margine di tolleranza come quello consentito dall'art. 288-bis, e come si coordinerebbe l'uscita a 100.000 €. Sky TG24 (13 ottobre 2026) riferisce che l'ampliamento richiederebbe un confronto con la Commissione europea. Finché non c'è un testo, ogni dettaglio è da verificare.
Per chi pesa di più l'IVA in fattura: chi lavora con aziende o con privati?
Con i privati. Un'azienda o un professionista che detrae l'IVA paga la tua fattura con IVA, ma recupera l'imposta in liquidazione: per lui il costo resta l'imponibile. Un privato non detrae nulla, quindi l'IVA è un costo vero: o paghi tu, riducendo il margine, o paga lui, con un prezzo più alto del 22%.
Esempio con una prestazione da 1.000 €, aritmetica esplicita:
| Caso | Il cliente paga | IVA da versare | Ti resta (imponibile) |
|---|---|---|---|
| Oggi, forfetario senza IVA | 1.000,00 € | 0,00 € | 1.000,00 € |
| Con IVA, cliente azienda: aggiungi l'IVA | 1.220,00 €, ma ne detrae 220,00 € | 220,00 € | 1.000,00 € |
| Con IVA, cliente privato: aggiungi l'IVA | 1.220,00 € | 220,00 € | 1.000,00 € |
| Con IVA, cliente privato: prezzo finale invariato | 1.000,00 € | 180,33 € | 819,67 € |
- Aggiungi l'IVA: 1.000 € × 1,22 = 1.220,00 €. Tu incassi lo stesso imponibile, il cliente paga 220,00 € in più.
- Lasci invariato il prezzo finale: 1.000 € ÷ 1,22 = 819,67 € di imponibile e 180,33 € di IVA da versare. Perdi il 18,03% di ogni incasso, prima della detrazione dell'IVA sui tuoi acquisti.
E l'IVA che paghi sugli acquisti?
Oggi è un costo: il forfetario non esercita la detrazione dell'IVA sugli acquisti (circolare 32/E, §1.2). In un regime IVA ordinario quell'imposta si sottrae dall'IVA delle tue fatture. Se compri un bene da 1.000 € più IVA, oggi ti costa 1.220,00 €; con la detrazione 1.000,00 €, perché i 220,00 € li recuperi.
Quanto la detrazione compensi l'IVA sulle vendite dipende dai tuoi acquisti: un professionista con pochi costi recupera poco, un'attività con molti acquisti di beni recupera di più. Le indiscrezioni non dicono quali regole di detrazione varrebbero per la fascia tra 85.000 € e 100.000 €. Il simulatore non calcola l'IVA, perché dipende dal tuo listino e dai tuoi clienti.
Quanto varrebbe la soglia a 100.000 euro per chi incassa 95.000 euro?
Sulle imposte dirette, per un professionista in gestione separata che incassa 95.000 euro, con i parametri 2026: oggi l'anno dopo il superamento passerebbe all'ordinario con 35.074,19 € di imposta e contributi; con l'ipotesi resterebbe forfetario con 27.535,19 €. Differenza: 7.539,00 € l'anno, IVA esclusa.
A quella differenza andrebbe tolto l'effetto dell'IVA, che non è uguale per tutti: per chi lavora con aziende che detraggono l'IVA è vicino allo zero (restano gli adempimenti), per chi lavora con privati a prezzi invariati vale fino al 18,03% di ogni incasso soggetto a IVA, meno l'IVA detraibile sugli acquisti. I passaggi del calcolo sono nel simulatore, alla sezione sul nodo IVA; il confronto tra i due regimi nella guida forfetario o regime ordinario: quale conviene.
Cosa è certo e cosa è ancora un'ipotesi?
È certo il limite europeo: la franchigia IVA nazionale non può superare 85.000 € (art. 284 della direttiva 2006/112/CE, dal 1° gennaio 2025). È un'ipotesi la soglia del forfetario a 100.000 € con IVA dagli 85.000 €: al 23 ottobre 2026 il disegno di legge di bilancio 2027 non è ancora passato in Consiglio dei ministri.
- Certo: direttiva (UE) 2020/285, artt. 284 e 288-bis; decisione di esecuzione (UE) 2023/664 per il 2023-2024; regole del forfetario in vigore (art. 1 commi 54-89 L. 190/2014).
- Certo: il Consiglio dei ministri del 13 ottobre 2026 (comunicato n. 192) ha approvato solo il Documento programmatico di bilancio, che non nomina il forfetario.
- Ipotesi: forfetario fino a 100.000 €, imposta al 15%, IVA con i relativi adempimenti sopra gli 85.000 € (Sky TG24 13/10/2026, Alanews 20/10/2026).
Le tappe della manovra sono nella guida legge di bilancio 2027 e flat tax: le tappe e le date; tutte le misure nell'hub flat tax 2027 per le partite IVA. Come impostare prezzi e contratti se l'ipotesi diventasse legge è una decisione da prendere con il tuo commercialista.
Fonti
- Direttiva (UE) 2020/285 del Consiglio del 18 febbraio 2020, GU UE L 62 del 2/3/2020 (nuovi artt. 284 e 288-bis della direttiva 2006/112/CE; art. 3, applicazione dal 1° gennaio 2025), consultata il 23/10/2026
- Decisione di esecuzione (UE) 2023/664 del Consiglio del 21 marzo 2023 (Italia, franchigia IVA a 85.000 euro dal 1/1/2023 al 31/12/2024), consultata il 23/10/2026
- Agenzia delle Entrate, circolare 32/E del 5 dicembre 2023 (§1.2 esoneri IVA; premessa e §4.3 sul rapporto con la direttiva 2020/285), consultata il 23/10/2026
- L. 23 dicembre 2014 n. 190, art. 1 commi 54-89 (regime forfetario, testo vigente), consultata il 23/10/2026
- D.P.R. 26 ottobre 1972 n. 633, art. 16 (aliquote IVA), consultata il 23/10/2026
- Governo, comunicato del Consiglio dei ministri n. 192 del 13 ottobre 2026, consultata il 23/10/2026
- Sky TG24, 13 ottobre 2026 (ipotesi di stampa), consultata il 23/10/2026
- Alanews, 20 ottobre 2026 (ipotesi di stampa), consultata il 23/10/2026
Domande frequenti
Perché il forfetario non può avere la franchigia IVA oltre 85.000 euro?
Perché l'art. 284 della direttiva 2006/112/CE, riscritto dalla direttiva (UE) 2020/285 e applicato dal 1° gennaio 2025, fissa a 85.000 € il massimo del volume d'affari nazionale esentabile dall'IVA per le piccole imprese. L'Italia può alzare la soglia dell'imposta sostitutiva sui redditi, non quella dell'IVA.
Con il forfetario a 100.000 euro dovrei mettere l'IVA in fattura?
Secondo le indiscrezioni sì, sopra gli 85.000 €: resteresti nell'imposta sostitutiva al 15%, ma con IVA in fattura, liquidazioni e dichiarazione annuale (Alanews, 20 ottobre 2026). Al 23 ottobre 2026 è un'ipotesi: il disegno di legge di bilancio 2027 non è ancora passato in Consiglio dei ministri.
Da dove viene la soglia dei 100.000 euro se la franchigia IVA è 85.000?
Dalla stessa direttiva: 100.000 euro è il tetto del volume d'affari nell'Unione per la franchigia transfrontaliera (art. 284, paragrafo 2) e il limite oltre il quale la franchigia non può proseguire nell'anno del superamento (art. 288-bis). Da qui la regola italiana dell'uscita immediata oltre i 100.000 €.
Quanto costa l'IVA a un forfetario che lavora con i privati?
Su una prestazione da 1.000 €, o il privato paga 1.220,00 € con l'IVA al 22%, o a prezzo finale invariato ti restano 819,67 € e versi 180,33 € di IVA, il 18,03% dell'incasso. La detrazione dell'IVA sui tuoi acquisti ne recupera una parte. Con clienti aziende l'IVA è in gran parte neutra.
Cos'è la decisione di esecuzione (UE) 2023/664?
È la decisione del Consiglio dell'Unione del 21 marzo 2023 che ha autorizzato l'Italia, in deroga all'art. 285 della direttiva IVA, a esentare dall'IVA i soggetti con volume d'affari fino a 85.000 €, dal 1° gennaio 2023 al 31 dicembre 2024. Dal 2025 quel tetto è scritto direttamente nell'art. 284 riformato.
Vuoi verificare un'azienda specifica?
Limite di esposizione, titolare effettivo e segnali di attenzione, in pochi minuti.
Calcola il tuo caso nel simulatoreAltri approfondimenti su questo tema
- Flat tax 2027 per le partite IVA: cosa cambia, cosa è certo e cosa è solo un'ipotesi
- Legge di bilancio 2027 e flat tax: le tappe, le date e dove leggere i testi ufficiali
- Superi gli 85.000 euro nel forfetario: cosa succede quest'anno, l'anno prossimo e con la soglia a 100.000
- Forfetario e lavoro dipendente: il limite di 30.000 o 35.000 euro, e cosa succede nel 2027
- Forfetario o regime ordinario: quale conviene davvero, con esempi calcolati
- Coefficienti di redditività del forfetario per codice ATECO: la tabella e come si usa
- Contributi INPS nel forfetario 2026: gestione separata, artigiani, commercianti e riduzione del 35%
- Forfetario al 5% per le nuove attività: requisiti, durata e quando si perde
- IRPEF 2027 al 33% fino a 60.000 euro: chi ci guadagna e quanto, in euro