Contributi INPS nel forfetario 2026: gestione separata, artigiani, commercianti e riduzione del 35%
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In breve: nel forfetario i contributi INPS si calcolano sul reddito forfetario, cioè sui ricavi moltiplicati per il coefficiente del settore, e si deducono da quel reddito prima dell'imposta. Nel 2026 i professionisti senza cassa versano il 26,07% in gestione separata; artigiani e commercianti pagano almeno 4.521,36 € e 4.611,64 € l'anno, e possono chiedere la riduzione del 35%.
Quale gestione INPS paga un forfetario?
Dipende dall'attività, non dal regime fiscale. Chi esercita un'impresa artigiana o commerciale è iscritto alla gestione artigiani o commercianti, con un contributo minimo fisso anche a reddito zero. Il professionista senza cassa versa alla gestione separata una percentuale del reddito, senza minimo. Chi è iscritto a un albo con cassa propria versa alla sua cassa.
| Gestione | Aliquota 2026 | Minimo annuo | Massimale di reddito | Riduzione 35% |
|---|---|---|---|---|
| Gestione separata (professionisti senza cassa) | 26,07% (25% + 0,72% + 0,35% ISCRO); 24% se pensionato o già assicurato altrove | Nessun minimo da versare; l'anno intero è accreditato con almeno 4.903,25 € | 122.295 € | No |
| Artigiani | 24% fino a 56.224 €, 25% oltre | 4.521,36 € sul minimale di 18.808 € | 122.295 € (93.707 € per chi ha contributi prima del 1996) | Sì, su domanda |
| Commercianti | 24,48% fino a 56.224 €, 25,48% oltre | 4.611,64 € sul minimale di 18.808 € | 122.295 € (93.707 € per chi ha contributi prima del 1996) | Sì, su domanda |
Lo 0,48% in più dei commercianti serve quasi tutto (0,46%) a finanziare l'indennizzo per la cessazione definitiva dell'attività commerciale. Il contributo minimo comprende anche il contributo di maternità di 0,62 euro al mese.
Come si calcolano i contributi nel forfetario?
Sul reddito forfetario: ricavi incassati per il coefficiente di redditività del tuo gruppo ATECO. Per artigiani e commercianti lo dice il comma 77 della legge 190/2014, che fa del reddito forfetario la base imponibile previdenziale. I contributi versati nell'anno si sottraggono poi da quello stesso reddito, e l'imposta del 15% si paga sulla differenza.
- Gestione separata: 26,07% del reddito, fino al massimale. Si versa con l'F24 alle scadenze delle imposte sui redditi: saldo dell'anno prima e due acconti.
- Artigiani e commercianti: contributo fisso sul minimale di 18.808 €, in quattro rate (per il 2026: 18 maggio, 20 agosto, 16 novembre 2026 e 16 febbraio 2027), più la percentuale sul reddito che eccede il minimale, versata alle scadenze delle imposte.
- Deducibilità: i contributi obbligatori versati nell'anno si deducono dal reddito forfetario (comma 64, rigo LM35 del modello Redditi). L'eventuale eccedenza si deduce dal reddito complessivo.
Il coefficiente, quindi, decide anche quanti contributi paghi: a parità di ricavi un'impresa edile (coefficiente 86%) versa più di un negozio (coefficiente 40%). La tabella completa è in coefficienti di redditività del forfetario per codice ATECO.
Quanto paga di contributi un forfetario? Tre esempi calcolati
Con le regole 2026, un professionista in gestione separata con 50.000 € di compensi versa 10.167,30 €; un commerciante con 50.000 € di ricavi ne versa 4.903,44 €; un artigiano edile con 60.000 € ne versa 12.391,44 €, che scendono a 8.054,44 € con la riduzione del 35%. I passaggi sono nella tabella.
| Professionista, gestione separata | Commerciante | Artigiano edile | Artigiano edile con riduzione 35% | |
|---|---|---|---|---|
| Ricavi o compensi | 50.000 € | 50.000 € | 60.000 € | 60.000 € |
| Coefficiente | 78% | 40% | 86% | 86% |
| Reddito forfetario | 39.000 € | 20.000 € | 51.600 € | 51.600 € |
| Contributi INPS | 10.167,30 € | 4.903,44 € | 12.391,44 € | 8.054,44 € |
| Imponibile | 28.832,70 € | 15.096,56 € | 39.208,56 € | 43.545,56 € |
| Imposta sostitutiva | 4.324,91 € | 2.264,48 € | 5.881,28 € | 6.531,83 € |
| Totale imposta + contributi | 14.492,21 € | 7.167,92 € | 18.272,72 € | 14.586,27 € |
- Professionista: 39.000 € × 26,07% = 10.167,30 €. Nessun minimo: con un reddito più basso i contributi scendono in proporzione.
- Commerciante: 4.611,64 € fissi sul minimale, più 24,48% sui 1.192 € che eccedono il minimale: 4.903,44 €.
- Artigiano edile: 4.521,36 € fissi, più 24% sui 32.792 € oltre il minimale: 12.391,44 €. Con la riduzione l'INPS chiede il 65% di quella cifra: 8.054,44 €.
Rifai i conti con i tuoi numeri: artigiano con riduzione, commerciante, professionista in gestione separata.
Come funziona la riduzione del 35% dei contributi?
È una riduzione facoltativa riservata ai forfetari che esercitano attività d'impresa, quindi iscritti alle gestioni artigiani e commercianti: i professionisti in gestione separata non ne hanno diritto. Taglia del 35% tutto il dovuto, sia il contributo fisso sul minimale sia quello sul reddito eccedente, e si ottiene solo presentando domanda telematica all'INPS.
- Norma: art. 1, commi 76-84, legge 190/2014. Il comma 76 la rende facoltativa ("possono applicare"), il comma 77 fissa la riduzione del 35%.
- Quanto vale sul minimo: il contributo fisso scende da 4.521,36 € a 2.938,88 € per gli artigiani e da 4.611,64 € a 2.997,57 € per i commercianti.
- Chi la ha già: continua ad averla anche nel 2026 se mantiene i requisiti del forfetario e non ha rinunciato (circolare INPS 14/2026, §8).
- Chi ha iniziato l'attività nel 2025: per averla nel 2026 doveva comunicare l'adesione entro il termine perentorio del 28 febbraio 2026 (comma 83).
- Chi inizia nel 2026: deve chiederla con la massima tempestività dopo il provvedimento di iscrizione, dice l'INPS.
- Rinuncia: se presentata entro il 28 febbraio vale dal 1° gennaio dello stesso anno, se dopo dal 1° gennaio dell'anno successivo. È definitiva: chi esce dal regime agevolato non può più rientrarvi (circolare 14/2026, che richiama il comma 82).
Da non confondere con la riduzione del 50% per chi si è iscritto per la prima volta nel 2025 alle gestioni artigiani o commercianti (art. 1, comma 186, legge 207/2024): è un'altra misura, illustrata dall'INPS con la circolare 83 del 24 aprile 2025.
La riduzione del 35% conviene?
Fa salire il netto di oggi ma riduce i contributi accreditati per la pensione. Non è un risparmio pieno: i contributi più bassi aumentano l'imponibile, quindi una parte del taglio torna allo Stato come imposta. Se poi il versato scende sotto il contributo ordinario sul minimale, l'INPS ti accredita meno di dodici mesi per quell'anno.
Artigiano edile a 60.000 €. Con la riduzione versa 4.337,00 € di contributi in meno, ma paga 650,55 € di imposta in più: il netto sale di 3.686,45 €. Il versato ridotto (8.054,44 €) resta sopra il contributo ordinario sul minimale (4.521,36 €), quindi l'anno è accreditato per intero, ma su contributi più bassi.
Commerciante a 50.000 €. Con la riduzione versa 3.187,24 € invece di 4.903,44 € (1.716,20 € in meno) e il netto sale di 1.458,77 €. Ma 3.187,24 € è meno del contributo ordinario sul minimale, 4.611,64 €: per quell'anno l'INPS accredita un numero di mesi proporzionale al versato, che ne vale circa il 69%. È la regola dell'art. 2, comma 29, della legge 335/1995, a cui rinvia il comma 77 e che l'INPS applica al regime agevolato (circolare 35 del 2016).
In sintesi: meno contributi oggi significa meno contributi sulla tua posizione previdenziale, e quindi una pensione più bassa e, sotto il minimale, meno mesi di anzianità. Se la riduzione ti convenga dipende da quanto pesano per te il netto di oggi e la pensione di domani: è una scelta da fare con il commercialista o con un patronato, e il simulatore ti dà i numeri per farla. Il confronto completo dei regimi è in forfetario o regime ordinario, quale conviene; se hai appena aperto, guarda anche il forfetario al 5% per le nuove attività.
E se sei iscritto a una cassa professionale?
Versi alla tua cassa, non all'INPS, e con le sue regole: aliquote, contributi minimi e scadenze cambiano da cassa a cassa. Per questo il simulatore non le stima. Se scegli "cassa professionale" ti chiede l'aliquota del tuo contributo soggettivo e la applica al reddito forfetario; minimi e contributi integrativi restano fuori dal calcolo.
La riduzione del 35% non riguarda le casse: vale solo per le gestioni INPS artigiani e commercianti.
Cosa cambia nel 2027? Cosa è certo e cosa è ipotesi
Al 23 ottobre 2026 non cambia niente di ufficiale. Le aliquote, il minimale e i massimali del 2027 li pubblicherà l'INPS con le circolari di inizio 2027: quelle del 2026 sono uscite il 3 e il 9 febbraio. La legge di bilancio 2027 non è approvata, e non risulta alcun testo che modifichi la riduzione del 35%.
| Cosa | Stato al 23/10/2026 | Fonte |
|---|---|---|
| Gestione separata 26,07%, artigiani 24%, commercianti 24,48%, minimale 18.808 € | In vigore per il 2026 | Circolari INPS 8/2026 e 14/2026 |
| Riduzione del 35% per artigiani e commercianti forfetari | In vigore, su domanda | Art. 1 cc. 76-84 L. 190/2014 |
| Parametri INPS 2027 | Non ancora pubblicati | Attesi con le circolari INPS di inizio 2027 |
| Forfetario fino a 100.000 € di ricavi | Ipotesi di stampa, nessun testo ufficiale | Sky TG24 13/10/2026; Alanews 20/10/2026 |
Un effetto indiretto c'è: oggi chi supera gli 85.000 € passa al regime ordinario dall'anno dopo e lì la riduzione del 35% non esiste. Nello scenario "ipotesi 2027" il simulatore tiene la riduzione anche tra 85.000 € e 100.000 €, perché resteresti forfetario: è un'assunzione da verificare sul testo della legge, quando ci sarà. La spiegazione è nella sezione zona grigia del simulatore e, per lo stato della manovra, nell'hub flat tax 2027 per le partite IVA.
Fonti
- Legge 23 dicembre 2014, n. 190, art. 1, commi 54-89, testo vigente su Normattiva (c. 64 deducibilità, cc. 76-84 regime contributivo agevolato), consultata il 23/10/2026.
- INPS, circolare n. 8 del 3 febbraio 2026 (gestione separata: aliquote, massimale, minimale e accredito, versamenti), consultata il 23/10/2026.
- INPS, circolare n. 14 del 9 febbraio 2026 (artigiani e commercianti: aliquote, minimale, massimale, riduzione del 35%, termini e scadenze), consultata il 23/10/2026.
- INPS, circolare n. 35 del 19 febbraio 2016 (riduzione su minimale ed eccedenza, accredito dei mesi in proporzione), consultata il 23/10/2026.
- Legge 8 agosto 1995, n. 335, art. 2, comma 29, su Normattiva (accredito dei mesi), consultata il 23/10/2026.
- Agenzia delle Entrate, istruzioni Redditi Persone fisiche 2026, fascicolo 3, quadro LM (rigo LM35, contributi dedotti), consultata il 23/10/2026.
- Ipotesi di manovra, fonti giornalistiche e non normative: Sky TG24, 13/10/2026; Alanews, 20/10/2026; consultate il 23/10/2026.
Domande frequenti
Quanto si paga di contributi INPS nel forfetario nel 2026?
Dipende dalla gestione. In gestione separata il 26,07% del reddito forfetario, senza minimo. Artigiani e commercianti pagano almeno 4.521,36 € e 4.611,64 € sul minimale di 18.808 €, più il 24% o il 24,48% sul reddito eccedente, un punto in più oltre 56.224 €.
La riduzione del 35% dei contributi conviene?
Aumenta il netto di oggi ma riduce i contributi accreditati. Per un artigiano edile con 60.000 € di ricavi i contributi scendono di 4.337,00 €, l'imposta sale di 650,55 € e il netto cresce di 3.686,45 €. Se il versato scende sotto il contributo ordinario sul minimale, l'INPS accredita meno di dodici mesi. La scelta va fatta con il commercialista.
Entro quando si chiede la riduzione del 35% all'INPS?
Chi l'ha già la mantiene se resta forfetario e non rinuncia. Chi ha iniziato l'attività nel 2025 doveva chiederla entro il 28 febbraio 2026 con domanda telematica all'INPS; chi inizia nel 2026 deve chiederla appena riceve il provvedimento di iscrizione. La rinuncia è definitiva e, se presentata dopo il 28 febbraio, vale dall'anno successivo.
I professionisti in gestione separata possono avere la riduzione del 35%?
No. La riduzione dei commi 76-84 della legge 190/2014 riguarda i forfetari che esercitano attività d'impresa, iscritti alle gestioni artigiani e commercianti. In gestione separata si versa il 26,07% del reddito forfetario, oppure il 24% per pensionati e per chi è già assicurato presso un'altra forma obbligatoria.
Quando escono le aliquote INPS 2027 per i forfetari?
Le pubblica l'INPS con le circolari di inizio anno: quelle per il 2026 sono uscite il 3 febbraio (gestione separata) e il 9 febbraio (artigiani e commercianti). Al 23 ottobre 2026 i parametri 2027 non ci sono e la legge di bilancio 2027 non è approvata.
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