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DSCR di un cliente o fornitore: come calcolarlo dal bilancio

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In breve: il DSCR (debt service coverage ratio) è il rapporto tra i flussi di cassa disponibili di un'azienda e le rate di debito (capitale e interessi) dello stesso periodo. Sopra 1 i flussi coprono le rate, sotto 1 no. Dal bilancio depositato di un cliente ne stimi solo una versione storica e approssimata: un segnale, non un verdetto.

Cos'è il DSCR

Il DSCR risponde a una domanda semplice: con i soldi che l'azienda genera, riesce a pagare le rate dei suoi debiti finanziari? Il documento del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti (CNDCEC) sugli indici dell'allerta del 2019 lo descrive, nella versione più semplice, come il rapporto tra i flussi di cassa liberi previsti nei sei mesi successivi disponibili per il rimborso dei debiti e i debiti da rimborsare nello stesso arco di tempo. Valori superiori a uno indicano la capacità stimata di sostenere i debiti, valori inferiori a uno la relativa incapacità.

Per chi concede fido conta perché guarda la cassa, non il risultato contabile: un cliente con un buon EBITDA ma rate bancarie pesanti può avere un DSCR sotto 1.

La formula

Nella forma generale:

DSCR = flussi di cassa disponibili per il servizio del debito / (quota capitale + interessi da pagare nel periodo)

Il documento CNDCEC del 2019 prevedeva due modi di calcolarlo, entrambi basati su un budget di tesoreria redatto dall'impresa:

Entrambi richiedono dati prospettici interni (il budget di tesoreria), che chi guarda l'azienda da fuori non ha.

Come stimarlo dall'esterno con un bilancio depositato

Da fuori puoi costruire un DSCR storico: quanto l'azienda ha generato nell'ultimo esercizio, confrontato con il debito da servire nei dodici mesi successivi. Servono il conto economico (art. 2425 c.c.), lo stato patrimoniale di due anni (art. 2424 c.c.) e la nota integrativa.

Numeratore: il flusso di cassa disponibile

  1. parti dall'EBITDA: differenza A - B più ammortamenti e svalutazioni (B10) e accantonamenti (B12 e B13);
  2. togli le imposte dell'esercizio (voce 20);
  3. togli l'aumento del capitale circolante: crediti verso clienti più rimanenze meno debiti verso fornitori, confrontando i due stati patrimoniali (se il circolante diminuisce, aggiungi la differenza);
  4. togli gli investimenti: le acquisizioni di immobilizzazioni dell'anno, che la nota integrativa riporta nei movimenti delle immobilizzazioni (art. 2427, n. 2, c.c.).

Se il cliente redige il rendiconto finanziario (art. 2425-ter c.c.), puoi partire dal flusso della gestione operativa e togliere quello degli investimenti. Controlla però dove sono classificati interessi e imposte, per non contarli due volte.

Denominatore: il servizio del debito

Esempio numerico (dati di fantasia)

Esempio: un fornitore, che chiameremo Beta Srl, con bilancio ordinario. I numeri sono inventati per mostrare il calcolo.

VoceImporto
EBITDA360.000 €
Imposte dell'esercizio (voce 20)- 40.000 €
Aumento del capitale circolante- 20.000 €
Investimenti dell'anno (nota integrativa)- 80.000 €
Flusso disponibile per il debito220.000 €
Interessi (C17)40.000 €
Debiti finanziari esigibili entro l'esercizio successivo150.000 €
Servizio del debito190.000 €
DSCR stimato220.000 / 190.000 = 1,16

Ora supponi di sapere, per esempio dal cliente stesso, che 100.000 € dei 150.000 sono un fido di conto corrente che la banca rinnova ogni anno. Se lo togli dal denominatore, il servizio del debito scende a 90.000 € e il DSCR sale a 2,44. Stesso bilancio, risultato molto diverso: è il motivo per cui il DSCR calcolato da fuori va sempre accompagnato dalle ipotesi che hai fatto. Anche il documento CNDCEC trattava questo punto: le linee di credito in scadenza vanno al denominatore, salvo che se ne ritenga ragionevole il rinnovo o il mantenimento.

Il report Decisione (49€) di Veryfy non calcola il DSCR: ti dà il bilancio riclassificato, cioè le voci principali dell'ultimo bilancio depositato secondo lo schema civilistico, da cui fare la stima di questa guida. Se ti basta un controllo più leggero, il report Verifica (19€) include protesti e segnali di insolvenza e un fido operativo stimato. Confronta i report.

Perché è solo un'approssimazione

DSCR e Codice della crisi: cosa dice oggi la legge

Nella versione originaria del Codice della crisi d'impresa (D.Lgs. 14/2019), l'art. 13 parlava di indicatori di crisi e, al comma 2, affidava al CNDCEC l'elaborazione degli indici. Il documento CNDCEC dell'ottobre 2019 indicava come indici che fanno ragionevolmente presumere la crisi il patrimonio netto negativo e un DSCR a sei mesi inferiore a 1, e solo in mancanza di un DSCR affidabile cinque indici di settore.

Il testo vigente è diverso:

Il testo vigente non nomina né il DSCR né gli indici CNDCEC. Secondo un approfondimento pubblicato da FiscoeTasse nel 2023, gli indici CNDCEC non sono più obbligatori ma possono continuare a essere adottati come riferimento. Il DSCR, insomma, misura proprio ciò di cui parla la definizione di crisi (flussi di cassa rispetto ai debiti), ma non è una soglia di legge. I segnali dell'art. 3, comma 4, sono dati interni: dal bilancio depositato non li vedi.

Come usarlo per decidere il fido

Un DSCR storico sotto 1 vuol dire che, nell'ultimo anno, i flussi non sono bastati a coprire rate e interessi: l'azienda ha usato liquidità, nuovi debiti o apporti dei soci. Non significa che fallirà, ma per un fornitore è un motivo per ridurre l'esposizione: dilazioni più corte, importi più piccoli, acconti. Incrocialo con le altre letture della guida per leggere il bilancio di un cliente o fornitore, con la posizione finanziaria netta e con protesti e procedure, che il bilancio non mostra. Per tradurre tutto in un importo, c'è la guida su come calcolare il fido commerciale.

Fonti

Domande frequenti

Come si calcola il DSCR?

Si dividono i flussi di cassa disponibili per il servizio del debito per la somma di quota capitale e interessi da pagare nello stesso periodo. Sopra 1 i flussi coprono le rate, sotto 1 no.

Si può calcolare il DSCR di un cliente dal suo bilancio?

Solo in versione storica e approssimata: EBITDA meno imposte, aumento del capitale circolante e investimenti, diviso interessi (C17) più debiti finanziari esigibili entro l'esercizio successivo. Con il bilancio abbreviato i debiti verso banche non sono separati, quindi il calcolo realistico diventa la copertura degli interessi.

Il DSCR è ancora obbligatorio per il Codice della crisi?

Il testo vigente degli artt. 2, 3 e 13 del D.Lgs. 14/2019 non nomina il DSCR. Il DSCR a sei mesi inferiore a 1 era uno degli indici del documento CNDCEC del 2019, elaborato per l'art. 13 nella versione originaria, poi sostituito dal D.Lgs. 83/2022. Oggi l'art. 3 chiede di verificare la sostenibilità dei debiti per almeno dodici mesi.

Cosa significa un DSCR sotto 1 per un fornitore?

Che nell'ultimo anno i flussi del cliente non sono bastati a coprire rate e interessi, e che ha usato liquidità, nuovi debiti o apporti dei soci. Non significa che fallirà, ma è un motivo per ridurre l'esposizione con dilazioni più corte, importi più piccoli o acconti.

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