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Due diligence prima di acquistare un'azienda o un ramo d'azienda: i controlli preliminari

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In breve: prima di firmare una lettera di intenti per comprare un'azienda, un ramo d'azienda o le quote di una società, verifica sui dati pubblici chi è il venditore, chi lo controlla davvero, cosa dice il suo ultimo bilancio, se risultano protesti o procedure concorsuali e con quali altre società è collegato. Sono controlli rapidi, che decidono se vale la pena pagare la due diligence vera e propria, quella su libri contabili, contratti, lavoratori e debiti fiscali, che resta compito di commercialista e avvocato.

Per un'operazione di questo peso, la fascia Istruttoria del report Veryfy (99€) applica ai dati e ai segnali del report gli algoritmi del rischio sviluppati da risk manager esperti, oltre a immobili intestati, relazioni societarie e bilancio riclassificato. Se ti basta la verifica automatica, la fascia Decisione costa 49€.

Perché i controlli vanno fatti prima della lettera di intenti

La lettera di intenti è il momento in cui le parti fissano prezzo indicativo, perimetro dell'operazione ed esclusiva della trattativa. Dopo, inizia la due diligence professionale: accesso ai documenti, consulenti, settimane di lavoro e parcelle. Se un dato pubblico già disponibile oggi avrebbe cambiato il prezzo o fatto saltare l'operazione, è meglio saperlo prima di bloccarti in un'esclusiva e prima di pagare i consulenti. Questa verifica preliminare non sostituisce la due diligence: serve a decidere se avviarla e con quali domande.

Quote, azienda o ramo: cosa compri cambia cosa controllare

C'è anche un aspetto fiscale. Secondo l'art. 14 del D.Lgs. 472/1997, nel testo in vigore al 19 ottobre 2026, chi acquista un'azienda o un ramo risponde in solido, entro il valore di quanto acquistato e dopo la preventiva escussione del venditore, per imposte e sanzioni riferibili alle violazioni dell'anno della cessione e dei due precedenti. La stessa norma prevede un certificato, rilasciato su richiesta dagli uffici finanziari, sulle contestazioni in corso e su quelle definite con debiti non pagati: se è negativo libera l'acquirente. Dal 1° gennaio 2027 l'art. 14 del D.Lgs. 472/1997 è abrogato e la stessa disciplina passa all'art. 16 del Testo unico delle sanzioni tributarie (D.Lgs. 173/2024, come modificato dal D.L. 200/2025): il riferimento in vigore alla data della tua cessione lo verifica il commercialista.

In un ramo d'azienda c'è un limite pratico: il bilancio pubblico è quello della società che cede, non del ramo. I dati pubblici ti dicono quanto è solido il venditore, non quanto vale il ramo.

I controlli sul venditore

I controlli sull'azienda o sul ramo

Cosa resta al commercialista e all'avvocato

I dati pubblici non arrivano dove arriva la due diligence professionale. Restano ai tuoi consulenti, tra le altre cose:

Cosa non è questa verifica

Veryfy non è uno studio legale né un advisor di operazioni straordinarie: non valuta l'azienda, non stima un prezzo e non analizza documenti riservati. Incrocia bilanci, Registro Imprese e altre banche dati ufficiali per mostrare fatti con fonte e data e segnali di attenzione, non un giudizio sull'operazione. Se l'operazione è più vicina a un'alleanza che a un acquisto, come una joint venture o un'esclusiva, parti dalla mappa della due diligence societaria per partnership e accordi.

Prima di firmare la lettera di intenti, verifica il venditore: la fascia Istruttoria (99€) unisce titolare effettivo, protesti, procedure, bilancio riclassificato, immobili intestati e relazioni societarie all'applicazione di algoritmi del rischio sviluppati da risk manager esperti; la fascia Decisione (49€) offre gli stessi dati senza questo livello.

Domande frequenti

Come fare una due diligence aziendale prima di acquistare un'azienda?

Prima della lettera di intenti, verifica sui dati pubblici chi è il venditore e chi lo controlla, il bilancio depositato con la sua data, protesti e procedure concorsuali, immobili intestati e relazioni societarie. Se i dati reggono, la due diligence professionale su libri contabili, contratti, lavoratori e posizione fiscale la affidi a commercialista e avvocato.

Chi compra un ramo d'azienda risponde dei debiti del venditore?

In parte. Per l'azienda commerciale, l'acquirente risponde dei debiti inerenti all'esercizio dell'azienda anteriori al trasferimento se risultano dai libri contabili obbligatori (art. 2560 c.c.); per i crediti dei lavoratori al momento del trasferimento, venditore e acquirente sono obbligati in solido (art. 2112 c.c.). Per imposte e sanzioni vale, entro il valore del ramo, l'art. 14 del D.Lgs. 472/1997 (dal 2027, l'art. 16 del D.Lgs. 173/2024).

Comprare le quote o comprare l'azienda: cosa cambia nei controlli?

Se compri le quote, la società resta la stessa con tutti i suoi debiti, contratti e contenziosi: si verificano la società e i soci che vendono. Se compri l'azienda o un ramo, il venditore è la società che cede, e alcuni debiti ti seguono secondo le regole del Codice civile.

Il bilancio del venditore basta per valutare un ramo d'azienda?

No. Il bilancio pubblico è quello dell'intera società che cede, non del ramo, e riporta i debiti in forma aggregata, senza l'elenco dei creditori. Dice quanto è solido il venditore; i dati del ramo vanno chiesti in due diligence.

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