Cartiere, crediti d'imposta inesistenti e riciclaggio: lo schema «chiavi in mano» smontato dalla Guardia di Finanza tra Roma e Latina
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In breve: il 22 ottobre 2026 la Guardia di Finanza di Roma ha eseguito sequestri per oltre 4,5 milioni di euro in un'indagine della Procura di Velletri su un'associazione che, secondo l'accusa, vendeva ai propri clienti fatture false e crediti d'imposta inesistenti, restituendo poi in contanti il risparmio fiscale. Le imprese coinvolte sono 64, con fatture false per oltre 24 milioni. Per chi deve conoscere il cliente è un catalogo di segnali concreti: cartiere in edilizia, telefonia e commercio, crediti per il Mezzogiorno compensati in F24, prestanome nei passaggi di denaro.
Cosa è successo?
I militari del Comando provinciale di Roma, con la Compagnia di Nettuno, le unità cinofile "cash dog" del Gruppo di Fiumicino e lo S.C.I.C.O., hanno eseguito un'ordinanza di misura cautelare reale e sequestro preventivo e diversi decreti di perquisizione nei confronti di 48 tra persone fisiche e società, in Lazio, Lombardia, Campania, Emilia-Romagna e Calabria. L'indagine è partita nel 2023.
I reati contestati dall'autorità giudiziaria di Velletri sono associazione per delinquere, dichiarazione fraudolenta mediante fatture per operazioni inesistenti, indebita compensazione di crediti fiscali, riciclaggio e autoriciclaggio, indebita percezione di erogazioni pubbliche. Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari: per la presunzione di innocenza la responsabilità sarà accertata solo con una sentenza irrevocabile di condanna.
Come funzionava lo schema, secondo l'accusa?
Il comunicato lo descrive come un servizio "chiavi in mano" offerto a società e ditte individuali clienti, in quattro passaggi:
- Fatture false emesse da società cartiere formalmente attive nell'edilizia, nella telefonia e nel commercio, con sede nelle province di Roma, Latina, Cosenza, Milano e Napoli.
- Passaggi di denaro "a cascata" attraverso prestanome compiacenti.
- Retrocessione in contanti al cliente del risparmio fiscale, al netto di una commissione per il "servizio di smobilizzo".
- Crediti d'imposta inesistenti, legati soprattutto alle agevolazioni per imprese e investimenti nel Mezzogiorno, usati in compensazione nei modelli F24 per abbattere debiti fiscali e previdenziali reali.
A questo si aggiungono, per alcuni indagati e i loro familiari, contributi NASpI per oltre 80.000 euro percepiti dall'INPS sulla base di rapporti di lavoro fittizi con le stesse cartiere.
I numeri dell'indagine
| Voce | Importo o numero |
|---|---|
| Società e ditte individuali coinvolte | 64 |
| Fatture false emesse | oltre 24 milioni di euro |
| Imposta evasa | oltre 4 milioni di euro |
| Crediti fiscali inesistenti generati | quasi 23 milioni di euro |
| Di cui già compensati in F24 | circa 1,5 milioni di euro |
| Beni acquistati con i proventi (immobili, auto, moto d'epoca, un'imbarcazione) | oltre 3,7 milioni di euro |
| Beni sequestrati con l'ordinanza | oltre 4,5 milioni di euro |
| Ulteriori sequestri (9 immobili, 32 auto e moto, 5 macchinari) | oltre 3 milioni di euro |
Durante una perquisizione sono stati trovati, nascosti in un tavolo da biliardo, 100.000 euro in contanti con preziosi e orologi di valore superiore a 300.000 euro.
Quali segnali avrebbe lasciato uno schema così?
Il comunicato non parla di professionisti coinvolti. Ma la meccanica descritta coincide con situazioni che un commercialista o un AML officer può vedere dal proprio lato:
- un fornitore del cliente in edilizia, telefonia o commercio senza struttura visibile, che fattura importi rilevanti;
- crediti d'imposta per investimenti nel Mezzogiorno che compaiono in F24 senza investimenti documentati;
- pagamenti che passano da più conti di persone diverse prima di arrivare al destinatario;
- rapporti di lavoro con società fornitrici prive di attività visibile, intestati a persone vicine ai soci.
Cosa fare se hai clienti o fornitori con questo profilo
- Ricostruisci chi c'è dietro i fornitori ricorrenti del cliente, soprattutto se nuovi e nei settori indicati: soci, amministratori, data di costituzione, sede.
- Confronta i crediti in compensazione con la documentazione dell'investimento che li genera, prima di apporre un visto o trasmettere un F24.
- Documenta la valutazione del rischio del cliente se emergono prestanome o flussi di denaro tra persone senza ragione economica.
Il primo controllo è sapere chi possiede e amministra l'impresa dall'altra parte. Il titolare effettivo (9,90€) ricostruisce dal Registro Imprese le persone con carica o partecipazione rilevante; con titolare effettivo più protesti e procedure concorsuali (14,90€) vedi anche le negatività. Se l'impresa è un tuo cliente, il fascicolo di adeguata verifica (49€) mette checklist, titolare effettivo e report in un unico PDF.
Fonti
- Guardia di Finanza, «Sgominata associazione a delinquere dedita a frodi fiscali, riciclaggio, autoriciclaggio e indebite percezioni di erogazioni pubbliche», comunicato stampa del 22 ottobre 2026, letto il 24/10/2026
Domande frequenti
Quante imprese erano coinvolte nello schema scoperto dalla GdF di Roma?
Secondo il comunicato del 22 ottobre 2026, 64 società e ditte individuali, che hanno emesso fatture false per oltre 24 milioni di euro, con un'evasione d'imposta di oltre 4 milioni. Il procedimento è nella fase delle indagini preliminari.
Che tipo di crediti d'imposta venivano generati?
Crediti inesistenti legati soprattutto alle agevolazioni per le imprese e per gli investimenti nel Mezzogiorno, per quasi 23 milioni di euro. Circa 1,5 milioni erano già stati usati in compensazione nei modelli F24.
In quali settori operavano le società cartiere?
Formalmente nell'edilizia, nella telefonia e nel commercio, con sede nelle province di Roma, Latina, Cosenza, Milano e Napoli.
Gli indagati sono colpevoli?
No, non fino a una sentenza irrevocabile di condanna. Il comunicato precisa che il procedimento è nella fase delle indagini preliminari e che vale la presunzione di innocenza.
Radar AML e frodi
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