Sportello credito d’imposta per investimenti degli incubatori e acceleratori certificati nel capitale delle start-up innovative
Scheda aggiornata dalla fonte il · Verificata da Veryfy il
In breve: Il bando «Sportello credito d’imposta per investimenti degli incubatori e acceleratori certificati nel capitale delle start-up innovative», gestito da Ministero delle Imprese e del Made in Italy, non ha una data di chiusura indicata dalla fonte. Si rivolge a imprese di ogni dimensione con attività in tutta Italia. Forma dell'aiuto: agevolazione fiscale, fino a 40.000 € per beneficiario secondo la scheda ufficiale. Stanziamento complessivo: 1,8 mln €.
| Chi lo concede | Ministero delle Imprese e del Made in Italy |
|---|---|
| Apertura | |
| Chiusura | Non indicata dalla fonte |
| Note su apertura e chiusura | Le domande si accettano a partire dal 30 marzo 2026 e fino ad esaurimento delle risorse disponibili. L’istanza di accesso al contributo deve essere presentata via PEC all’indirizzo creditoimpostaincubatori@postacert.invitalia.it compilando l’apposito modulo di domanda, che dovrà essere firmato digitalmente dal legale rappresentante dell’incubatore o acceleratore richiedente. |
| Dove | Tutta Italia |
| Dimensione dell'impresa | Imprese di ogni dimensione |
| Chi può presentare domanda | Impresa |
| Forma dell'aiuto | Agevolazione fiscale |
| Agevolazione concedibile | fino a 40.000 € |
| Spesa ammessa | fino a 500.000 € |
| Costi ammessi | Spese generali/altri oneri |
| Stanziamento complessivo | 1,8 mln € |
| Obiettivi | Avvio e sviluppo d'impresa |
| Settori (ATECO) | Tutti i settori ammessi agli aiuti, secondo la fonte |
| Regime de minimis | Citato nel testo della scheda: verifica nel bando come si applica |
| Base normativa | Legge annuale per il mercato e la concorrenza 2023 |
| Provvedimento attuativo | Disposizioni relative all’accesso al contributo, alla verifica delle istanze e alla comunicazione degli esiti |
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Requisiti della scheda verificati: 3 su 5
- ✓Finestra di domanda. Aperto, senza data di chiusura indicata: spesso vuol dire fino a esaurimento delle risorse, controlla le note della scheda.
- ✓Territorio. Il bando vale in tutta Italia.
- ?Dimensione d'impresa. Scegli la dimensione o calcolala con i dati di bilancio.
- ✓Settore (ATECO). Tutti i settori ammessi agli aiuti, secondo la scheda.
- ?Spesa del progetto. Inserisci quanto pensi di spendere.
Solo i requisiti presenti nella scheda ufficiale: il bando può prevederne altri. Fa fede il testo dell'ente.
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- Gli aiuti «de minimis» già ricevuti: la scheda cita il regime e il bando dirà come conteggiarli. Li trovi nel Registro nazionale degli aiuti di Stato.
Molti di questi dati sono nel Registro Imprese: con il report Verifica sulla tua azienda (19€) li vedi insieme a protesti e titolare effettivo; con il report Decisione (49€) anche le relazioni con altre società. Gli aiuti già ricevuti sono pubblici sul Registro nazionale degli aiuti.
Avvisami prima della scadenza di questo bando
«Sportello credito d’imposta per investimenti degli incubatori e acceleratori certificati nel capitale delle start-up innovative» non ha una data di chiusura nel catalogo: per i bandi senza data di chiusura non mandiamo promemoria.
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Cosa dice la scheda ufficiale
Cos'è
L’agevolazione fiscale Credito d’imposta per incubatori ed acceleratori certificati è messa a disposizione dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy con l’obiettivo di incentivare l’accesso al capitale da parte delle start-up innovative e promuoverne lo sviluppo, anche nelle prime fasi di vita dell’impresa. L'agevolazione sostiene gli investimenti degli incubatori ed acceleratori certificati nel capitale di rischio delle start-up innovative, tramite un credito d’imposta pari all’8% dell’investimento agevolabile. L’investimento massimo agevolabile per ciascun incubatore o acceleratore certificato è pari a 500mila euro per periodo d’imposta. L’investimento agevolabile deve essere mantenuto per almeno tre anni e può essere effettuato direttamente o per il tramite di organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) che investano prevalentemente in start-up innovative o di altre società che investano prevalentemente in start-up innovative. L’agevolazione è concessa ai sensi del Regolamento “de minimis” (Regolamento (UE) n. 2831/2023 della Commissione europea del 13 dicembre 2023). Pertanto, l’importo dell’agevolazione concessa rileva ai fini del calcolo del plafond “de minimis”, pari a 300mila euro nell’arco di tre anni per ciascun incubatore o acceleratore certificato richiedente.
A chi si rivolge
Possono beneficiare dell’agevolazione gli incubatori ed acceleratori certificati, di cui all’art. 25, comma 5 del DL 179/2012, che:- sono regolarmente costituiti, attivi e iscritti alla sezione speciale del Registro imprese di cui al comma 8 della norma di cui sopra;- non si classificano tra le imprese in difficoltà, non sono in liquidazione volontaria o sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatoria;- non rientrano tra i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti considerati illegali o incompatibili dalla Commissione europea;- non sono destinatari di sanzioni interdittive ai sensi dell’articolo 9, comma 2, lettera d), del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, né in altre condizioni ostative previste dalla normativa vigente.
Cosa prevede
L'agevolazione consiste in un credito d’imposta pari all’8% dell’investimento agevolabile. L’investimento massimo agevolabile per ciascun incubatore o acceleratore certificato è pari a 500mila euro per periodo d’imposta. L’investimento agevolabile deve essere mantenuto per almeno tre anni e può essere effettuato direttamente o per il tramite di organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR) che investano prevalentemente in start-up innovative o di altre società che investano prevalentemente in start-up innovative. L’agevolazione è concessa ai sensi del Regolamento “de minimis” (Regolamento (UE) n. 2831/2023 della Commissione europea del 13 dicembre 2023). Pertanto, l’importo dell’agevolazione concessa rileva ai fini del calcolo del plafond “de minimis”, pari a 300mila euro nell’arco di tre anni per ciascun incubatore o acceleratore certificato richiedente.
Testo del catalogo incentivi.gov.it, riportato senza modifiche.
Prima di presentare la domanda
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- I dati pubblici della tua impresa. Protesti, procedure concorsuali, soci e titolare effettivo sono pubblici: chiunque valuti la pratica può consultarli. Controllali tu prima di pagare un consulente o di firmare la domanda. Report Verifica sulla tua azienda, 19€.
Domande frequenti
Chi può partecipare al bando Sportello credito d’imposta per investimenti degli incubatori e acceleratori…?
Secondo la scheda ufficiale possono partecipare imprese di ogni dimensione (tipologia: impresa), con attività in tutta Italia. Il bando può fissare altri requisiti: verificali nel testo ufficiale.
Qual è la scadenza del bando Sportello credito d’imposta per investimenti degli incubatori e acceleratori…?
Il bando non ha una data di chiusura indicata dalla fonte. Nota della fonte: Le domande si accettano a partire dal 30 marzo 2026 e fino ad esaurimento delle risorse disponibili. L’istanza di accesso al contributo deve essere presentata via PEC all’indirizzo creditoimpostaincubatori@postacert.invitalia.it compilando l’apposito modulo di domanda, che dovrà essere firmato digitalmente dal legale rappresentante dell’incubatore o acceleratore richiedente.
Quanto finanzia il bando Sportello credito d’imposta per investimenti degli incubatori e acceleratori…?
L'agevolazione concedibile indicata nella scheda arriva a 40.000 €. La spesa ammessa va fino a 500.000 €.
Dove si presenta la domanda per il bando Sportello credito d’imposta per investimenti degli incubatori e acceleratori…?
Il soggetto che concede l'aiuto è Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Modalità e modulistica sono sul sito istituzionale linkato nella scheda.
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Fonte dei dati: catalogo open data di incentivi.gov.it (Ministero delle Imprese e del Made in Italy), licenza IODL 2.0, letto il 28 ottobre 2026. Veryfy riorganizza i dati senza cambiarli: fa fede il bando pubblicato dall'ente. Come lavoriamo.